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mercoledì 15 ottobre 2008

venerdì 17 ottobre, io sciopero


Benché da domani inizi il congedo obbligatorio per maternità, voglio aderire almeno simbolicamente allo sciopero generale di venerdì prossimo, 17 ottobre 2008, per protestare contro i danni all'istruzione pubblica e a quella universitaria in particolare, che l'attuale governo sta progettando o che ha già realizzato.

Le ragioni della mia adesione sono ben riassunte in questa circolare della FLC- CGL Milano:

"Il recentissimo decreto legge del 9 ottobre 2008, n. 155, Misure urgenti per garantire la stabilità del sistema creditizio e la continuità nell'erogazione del credito alle imprese e ai consumatori, nell'attuale situazione crisi dei mercati finanziari internazionali,(GU n. 237 del 9-10-2008 ), salva le banche e ammazza le Università e gli enti di Ricerca.

La FLC CGIL ritiene assolutamente scandaloso che per la prevista copertura finanziaria di tale decreto il Governo, a nome dello Stato, abbia decretato che per compensare le eventuali esposizioni degli istituti bancari o per supplire alla carenze degli stessi in materia di erogazione di contributi alle imprese, si faccia ricorso a procedure di recupero delle risorse pescando tra l'altro anche dai già esigui e già massacrati fondi messi a disposizione delle Università e degli Enti di Ricerca per la loro attività ordinaria.

Con quel decreto si dispone il taglio della quota finanziaria a disposizione di Università e Ricerca riducendo, di fatto, l'FFO (Finanziamento per il Funzionamento Ordinario), ovvero i soldi che servono per mandare avanti questi istituti giorno dopo giorno.

Non basta che per l’Università si punti alla loro trasformazione in fondazioni di diritto privato e che si sia deciso per un loro processo di declassamento attraverso un blocco del turn-over penalizzando soprattutto i giovani ricercatori e raffreddando il processo di stabilizzazione. Non basta ancora che si sia definito un taglio drastico di almeno 500 milioni di Euro sul FFO per i prossimi 3 anni pari ad un complessivo taglio graduale di 1,5 Miliardi di Euro entro il 2013 pregiudicando la regolare attività didattica ed il normale funzionamento degli Atenei e che si siano limitate pesantemente le assunzioni del personale tecnico-amministrativo per i prossimi anni"

Ma del resto c'è da stupirsi se un Governo che esprime menti raffinate come Calderoli e la Carfagna tiene in poco conto l'istruzione (e quella pubblica in particolare)?

Quello che davvero amareggia è che, come al solito, la maggioranza degli italiani è solidale con gli indirizzi politici berlusconiani: per la maggior parte della popolazione la cultura è un eccentrico orpello di nessuna utilità e di nessun valore. Chi la vuole che se la paghi - nelle università private, s'intende, o in quelle ex-pubbliche, trasformate anch'esse in imprese private.
Questo non solo è meschino, ma è anche stupido: la ricerca e la cultura sono fondamentali per lo sviluppo e il progresso - per il progresso tecnologico (e ciò vale soprattutto per la ricerca pura, ossia per quella che, non avendo immediate applicazioni pratiche, viene raramente finanziata dalle imprese, specie da quelle italiane notoriamente miopi e in perenne perdita), per la crescita economica (non perché con la laurea si trovi lavoro, ma perché una classe dirigente preparata e responsabile potrebbe manovrare una politica sensata e produttiva - sempre che i confindustriali-figli-di-papà si facciano da parte) e soprattutto per lo sviluppo sociale e civile, perché un popolo ignorante che non conosce la sua storia, non è in grado di analizzare il suo presente e non sa prevedere il suo futuro sarà sempre condannato ad essere governato da una classe politica che lo rispecchia e lo asseconda, conducendolo inevitabilmente all'oppressione e alla miseria.


venerdì 17 ottobre, io sciopero


Benché da domani inizi il congedo obbligatorio per maternità, voglio aderire almeno simbolicamente allo sciopero generale di venerdì prossimo, 17 ottobre 2008, per protestare contro i danni all'istruzione pubblica e a quella universitaria in particolare, che l'attuale governo sta progettando o che ha già realizzato.

Le ragioni della mia adesione sono ben riassunte in questa circolare della FLC- CGL Milano:

"Il recentissimo decreto legge del 9 ottobre 2008, n. 155, Misure urgenti per garantire la stabilità del sistema creditizio e la continuità nell'erogazione del credito alle imprese e ai consumatori, nell'attuale situazione crisi dei mercati finanziari internazionali,(GU n. 237 del 9-10-2008 ), salva le banche e ammazza le Università e gli enti di Ricerca.

La FLC CGIL ritiene assolutamente scandaloso che per la prevista copertura finanziaria di tale decreto il Governo, a nome dello Stato, abbia decretato che per compensare le eventuali esposizioni degli istituti bancari o per supplire alla carenze degli stessi in materia di erogazione di contributi alle imprese, si faccia ricorso a procedure di recupero delle risorse pescando tra l'altro anche dai già esigui e già massacrati fondi messi a disposizione delle Università e degli Enti di Ricerca per la loro attività ordinaria.

Con quel decreto si dispone il taglio della quota finanziaria a disposizione di Università e Ricerca riducendo, di fatto, l'FFO (Finanziamento per il Funzionamento Ordinario), ovvero i soldi che servono per mandare avanti questi istituti giorno dopo giorno.

Non basta che per l’Università si punti alla loro trasformazione in fondazioni di diritto privato e che si sia deciso per un loro processo di declassamento attraverso un blocco del turn-over penalizzando soprattutto i giovani ricercatori e raffreddando il processo di stabilizzazione. Non basta ancora che si sia definito un taglio drastico di almeno 500 milioni di Euro sul FFO per i prossimi 3 anni pari ad un complessivo taglio graduale di 1,5 Miliardi di Euro entro il 2013 pregiudicando la regolare attività didattica ed il normale funzionamento degli Atenei e che si siano limitate pesantemente le assunzioni del personale tecnico-amministrativo per i prossimi anni"

Ma del resto c'è da stupirsi se un Governo che esprime menti raffinate come Calderoli e la Carfagna tiene in poco conto l'istruzione (e quella pubblica in particolare)?

Quello che davvero amareggia è che, come al solito, la maggioranza degli italiani è solidale con gli indirizzi politici berlusconiani: per la maggior parte della popolazione la cultura è un eccentrico orpello di nessuna utilità e di nessun valore. Chi la vuole che se la paghi - nelle università private, s'intende, o in quelle ex-pubbliche, trasformate anch'esse in imprese private.
Questo non solo è meschino, ma è anche stupido: la ricerca e la cultura sono fondamentali per lo sviluppo e il progresso - per il progresso tecnologico (e ciò vale soprattutto per la ricerca pura, ossia per quella che, non avendo immediate applicazioni pratiche, viene raramente finanziata dalle imprese, specie da quelle italiane notoriamente miopi e in perenne perdita), per la crescita economica (non perché con la laurea si trovi lavoro, ma perché una classe dirigente preparata e responsabile potrebbe manovrare una politica sensata e produttiva - sempre che i confindustriali-figli-di-papà si facciano da parte) e soprattutto per lo sviluppo sociale e civile, perché un popolo ignorante che non conosce la sua storia, non è in grado di analizzare il suo presente e non sa prevedere il suo futuro sarà sempre condannato ad essere governato da una classe politica che lo rispecchia e lo asseconda, conducendolo inevitabilmente all'oppressione e alla miseria.