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venerdì 25 aprile 2008
martedì 11 dicembre 2007
Lisbona



Tutti dicono di Lisbona che è una città stupenda, dal fascino decadente.
Hanno ragione.
Mi è piaciuto:
perdermi per i vicoli, le macerie e le case variopinte di azulejos (le pialestrelle di ceramica smaltata) dell'Alfama
riposarmi davanti alla città nei tanti miradores, o al castello, oppure davanti al mare (anzi, davanti all'estuario del Tago)
bere la ginjinha (un liquore a base di una specie di ciliegia, che assomiglia molto al mirto) da Eduardino (in rua Portas de Santo Antao, o giù di lì)
vagare di notte tra i numerosissimi e affollatissimi locali e bar del Bairro Alto - a chiaccherare coi portoghesi e a bere vino e birra a prezzi irrisori
mangiare nelle tascas - osterie, anzi bettole, che servono cucina casalinga (arringhe, maiale, ma soprattutto baccalà) - tra le tante:
O Carvoeiro (calcada de Sao Vincente 70) - buonissimo, anche se un pò salato, il porco alentejano (ossia maiale con vongole)
e, soprattutto, O comforto (rua Pocos dos Negros 155), stile povero anni '70, sembra una mensa popolare, con tanto di anziani pensionati incantati davanti alla televisione e bambini scorazzanti - imperdibile!
Un pò deludente invece la tanto decantata Cerveceria da Trinidade (in rua nova da Trinidade) - il locale è decisamente suggestivo, ma la cucina non era all'altezza delle aspettative - sarà che ho scelto il piatto tipico: açorda de gambas, una pappetta di pane, cipolla e gamberi - non cattiva, ma terribilmente pesante.
Ottimi anche i risoranti etnici:
il brasiliano Comida de Santo (in calcada E. Miguel Pais) e
il capoverdiano, Sao Cristovao: piccolo, accogliente e familiare, piatti basici ma saporiti (dopo tanti anni ho mangiato di nuovo la Cachupa: era diversa da tutte le altre, e in ciò identica ad ogni altra cachupa che ho assaggiato a Capo Verde).
I prezzi dei ristoranti sono davvero contenuti e non è difficile trovare anche alberghi economici - noi stavamo al Residencial Florescente (rua Portas de Santo Antao): centrale e comodo, ma la stanza era davvero piccola e il letto lillipuziano (per persone sotto il metro e 70).
Il clima è fantastico: i primi di dicembre c'erano 16/19 gradi - a mezzogiorno si stava in maniche corte, la sera si poteva cenare e bere fuori - anche se a tratti saliva una fredda brezza marina.
Ecco altre foto
e un altro racconto di viaggio
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Lisbona



Tutti dicono di Lisbona che è una città stupenda, dal fascino decadente.
Hanno ragione.
Mi è piaciuto:
perdermi per i vicoli, le macerie e le case variopinte di azulejos (le pialestrelle di ceramica smaltata) dell'Alfama
riposarmi davanti alla città nei tanti miradores, o al castello, oppure davanti al mare (anzi, davanti all'estuario del Tago)
bere la ginjinha (un liquore a base di una specie di ciliegia, che assomiglia molto al mirto) da Eduardino (in rua Portas de Santo Antao, o giù di lì)
vagare di notte tra i numerosissimi e affollatissimi locali e bar del Bairro Alto - a chiaccherare coi portoghesi e a bere vino e birra a prezzi irrisori
mangiare nelle tascas - osterie, anzi bettole, che servono cucina casalinga (arringhe, maiale, ma soprattutto baccalà) - tra le tante:
O Carvoeiro (calcada de Sao Vincente 70) - buonissimo, anche se un pò salato, il porco alentejano (ossia maiale con vongole)
e, soprattutto, O comforto (rua Pocos dos Negros 155), stile povero anni '70, sembra una mensa popolare, con tanto di anziani pensionati incantati davanti alla televisione e bambini scorazzanti - imperdibile!
Un pò deludente invece la tanto decantata Cerveceria da Trinidade (in rua nova da Trinidade) - il locale è decisamente suggestivo, ma la cucina non era all'altezza delle aspettative - sarà che ho scelto il piatto tipico: açorda de gambas, una pappetta di pane, cipolla e gamberi - non cattiva, ma terribilmente pesante.
Ottimi anche i risoranti etnici:
il brasiliano Comida de Santo (in calcada E. Miguel Pais) e
il capoverdiano, Sao Cristovao: piccolo, accogliente e familiare, piatti basici ma saporiti (dopo tanti anni ho mangiato di nuovo la Cachupa: era diversa da tutte le altre, e in ciò identica ad ogni altra cachupa che ho assaggiato a Capo Verde).
I prezzi dei ristoranti sono davvero contenuti e non è difficile trovare anche alberghi economici - noi stavamo al Residencial Florescente (rua Portas de Santo Antao): centrale e comodo, ma la stanza era davvero piccola e il letto lillipuziano (per persone sotto il metro e 70).
Il clima è fantastico: i primi di dicembre c'erano 16/19 gradi - a mezzogiorno si stava in maniche corte, la sera si poteva cenare e bere fuori - anche se a tratti saliva una fredda brezza marina.
Ecco altre foto
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martedì 7 agosto 2007
Ragusa

Ragusa è una città incantevole,
specialmente la parte antica, Ibla:
abbarbicata su una collina, pulita come una cittadina svizzera,
è un intrico di scale, viuzze,
vicoli, piazze e arte barocca
- qui sono state girate alcune scene del serial tv di Montalbano
Dal momento che enrico ha già decantato la bellezze del mare,
mi soffermerò sui tesori culinari.
Fantastico il ristorante Cucina e vino (via Orfanotrofio 91, vicino alla piazza principale di Ibla), dove ho assaggiato:
alici alla parmigiana, frittata di gamberetti con erba cipollina, mozzarella farcita di ricotta servita con conserve varie (zuccine, peperoni, pomodorini, ecc.), spaghetti ai ricci, spada con cipolle e pomodoro e soprattutto gli eccezionali ravioli di ricotta al sugo di maiale (insuperabili).
A colazione è d'obbligo la granita di mandorle (o di caffè), servita con apposito bombolone;
ma chi vuol rimanere leggero può limitarsi al latte di mandorle - non mancano ovviamente i cannoli alla ricotta.
Insomma: un altro posto sconsigliato a tutti quelli che sono a dieta
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Ragusa

Ragusa è una città incantevole,
specialmente la parte antica, Ibla:
abbarbicata su una collina, pulita come una cittadina svizzera,
è un intrico di scale, viuzze,
vicoli, piazze e arte barocca
- qui sono state girate alcune scene del serial tv di Montalbano
Dal momento che enrico ha già decantato la bellezze del mare,
mi soffermerò sui tesori culinari.
Fantastico il ristorante Cucina e vino (via Orfanotrofio 91, vicino alla piazza principale di Ibla), dove ho assaggiato:
alici alla parmigiana, frittata di gamberetti con erba cipollina, mozzarella farcita di ricotta servita con conserve varie (zuccine, peperoni, pomodorini, ecc.), spaghetti ai ricci, spada con cipolle e pomodoro e soprattutto gli eccezionali ravioli di ricotta al sugo di maiale (insuperabili).
A colazione è d'obbligo la granita di mandorle (o di caffè), servita con apposito bombolone;
ma chi vuol rimanere leggero può limitarsi al latte di mandorle - non mancano ovviamente i cannoli alla ricotta.
Insomma: un altro posto sconsigliato a tutti quelli che sono a dieta
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