
Dormi bambino dormi. Guida rapida al sonno dei bambini (Feltrinelli, 2005, pp. 61; titolo originale: Método Estivill. Guía rápida para enseñar a dormir a los niños, 2002) è una breve introduzione al metodo elaborato da Eduard Estivill per insegnare ai bambini ad acquisire l'abitudine del sonno.
Per la verità, non è che si tratti di un metodo particolarmente originale, basato com'è su pochi punti fermi:
- creare un ambiente adeguato (Estivill consiglia giostrine, lune, ciucci e pupazzetti da chiamarsi 'Pippo');
- inventarsi una sorta di rito della buona notte - scandito in rigide fasi (quali i 10 minuti di affettuosità prima di mettere il bimbo a nanna);
- messo il bambino nel letto o nella culla, lasciarlo da solo ripetendogli una frase (che il testo consiglia di imparare a memoria);
- essere fermi e decisi;
- aspettare sempre più tempo prima di accorrere alle grida disperate del piccolo e, dopo averlo calmato, lasciarlo nuovamente da solo ripetendo la magica frase.
Forse è perché ho letto la versione breve, ma il metodo Estivill mi è parso eccessivamente rigido e dogmatico.
In particolare, mi hanno lasciato perplessa: il fatto che Estivill non distingua tra bimbi di diverse età (dubito che un neonato abbia le stesse difficoltà di un bimbo di 3 anni che ancora non si addormenta o non dorme da solo, né che piangano per gli stessi motivi); il suggerimento di aspettare sempre più tempo prima di accorrere a tranquillizzare il bimbo piangente (mi pare un inutile sadismo, visto che tanto poi si uscirà dalla stanza prima che il bimbo riprenda sonno); l'obbligo di ignorare le richieste notturne dei bambini, inclusa quella di bere (per Estivill si tratta sempre e comunque di scuse - ma di notte io ho spesso sete, bevo di frequente e, infatti, dormo con una bottiglietta d'acqua sul comodino: perchè al mio bimbo non dovrebbe capitare la stessa cosa?); l'imposizione di mandare il bambino a letto sempre alla stessa ora (e se non ha sonno?).
La frase che Estivill impone di recitare prima di lasciare il bimbo da solo è poi alquanto inquietante: "Amore mio, papà e mamma ti insegneranno a dormire da solo, da oggi tu dormirai qui nel tuo lettino, in compagnia di Pippo, della luna e della giostrina". Ditemi se non suona come una minaccia?