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mercoledì 16 luglio 2008

smettere di fumare






Ho smesso di nuovo di fumare
.
Avevo già smesso circa un anno fa, dopo aver letto il libro di Allen Carr, Easy way (1985, trad. it., E' facile smettere di fumare, EWI, Milano).
Non aveva funzionato.
La mia esperienza è stata pressoché identica a quella di molti altri commentatori del mio precedente post sul citato libro di Carr: in particolare a quella dell'Anonimo che ha lasciato un commento qualche giorno fa (il 16.07.08)

"E' stato facilissimo e meraviglioso e non ho fumato per circa 6 mesi. Poi siccome è stato troppo facile ho cominciato a farmi offrire ogni tanto una sigaretta, cosa che mi faceva letteralmente schifo. Poi pian piano la sensazione è cominciata a cambiare ed ho avuto l'illusione che mi piacesse di nuovo, ma, come spiegato da Carr, è solo la convinzione di un fumatore ovvero la nostra debolezza. Al che ho cominicato a ricomprarle, solo pacchetti da 10 e fumavo una sigaretta al giorno e sembrava bastarmi..."

A differenza di questo commentatore, però, io sono riuscita a resistere solo 2 mesi e, nell'arco di 5 mesi, sono ritornata al mio consueto standard di 20 sigarette al giorno.




Adesso ci riprovo. Non rileggerò il libro di Carr, non credo che mi sarebbe utile e lo ricordo abbastanza bene - è passato solo un anno!
Mi ripeto invece mentalmente alcune nozioni importanti che ho imparato da Easy way:

1) Non c'è mai una sola sigaretta - se ne fumi una, ricomincerai a fumare;
2) Il fumo non rilassa e non aiuta la concentrazione: il fumo è una droga e l'unico motivo per cui si fuma è quello di soddisfare la crisi di astinenza - per gli amanti della filosofia: non esistono ragioni per fumare, esiste solo una causa (un motivo, appunto) che induce a farlo e questo motivo è il bisogno fisico (e mentale) di nicotina.
3) Smettere di fumare, in un certo senso, è bello.

La tesi 3 è stata per me quella più difficile da accettare
- tanto che anche in questo post ho sentito il bisogno di aggiungere l'inciso "in un certo senso".
Certo è bello non avere dipendenze, essere liberi dalla schiavitù del fumo, non dover uscire al gelo per accendersi una sigaretta, non dover vagare di domenica sera alla disperata ricerca di un distributore automatico, ecc., ecc. Tuttavia, è innegabile che soddisfare la crisi di astinenza sia piacevole - lo è per ogni droga, lo è anche per il fumo.
Ed è anche per questa ragione che, come ha sottolineato anche Diego nel suo commento, la forza di volontà è comunque indispensabile.

Il metodo di Carr è alternativo a quei metodi che presuppongono che smettere di fumare sia un rinuncia faticosa, ma non certo a quelli fondati sulla forza di volontà: anche il sistema Easy way ne richiede parecchia di tale forza - se non altro perchè un lavaggio del cervello durato anni (tutti i messaggi più o meno espliciti che configurano il fumo come qualcosa di rilassante, piacevole, se non addirittura sovversivo) non può certo essere cancellato con la lettura - o la rilettura - di un unico libro - al riguardo mi aveva molto colpito il fatto che lo stesso Carr abbia smesso di fumare grazie all'ipnosi - un lavaggio del cervello inconscio per cancellarne un altro altrettanto subliminale!




E se non dovesse funzionare, ho appena scoperto che la Nintendo ha creato il videogioco: Allen Carr’s Easyway to Stop Smoking, che dovrebbe essere in vendita da novembre 2008.
Finché c'è vita...

smettere di fumare






Ho smesso di nuovo di fumare
.
Avevo già smesso circa un anno fa, dopo aver letto il libro di Allen Carr, Easy way (1985, trad. it., E' facile smettere di fumare, EWI, Milano).
Non aveva funzionato.
La mia esperienza è stata pressoché identica a quella di molti altri commentatori del mio precedente post sul citato libro di Carr: in particolare a quella dell'Anonimo che ha lasciato un commento qualche giorno fa (il 16.07.08)

"E' stato facilissimo e meraviglioso e non ho fumato per circa 6 mesi. Poi siccome è stato troppo facile ho cominciato a farmi offrire ogni tanto una sigaretta, cosa che mi faceva letteralmente schifo. Poi pian piano la sensazione è cominciata a cambiare ed ho avuto l'illusione che mi piacesse di nuovo, ma, come spiegato da Carr, è solo la convinzione di un fumatore ovvero la nostra debolezza. Al che ho cominicato a ricomprarle, solo pacchetti da 10 e fumavo una sigaretta al giorno e sembrava bastarmi..."

A differenza di questo commentatore, però, io sono riuscita a resistere solo 2 mesi e, nell'arco di 5 mesi, sono ritornata al mio consueto standard di 20 sigarette al giorno.




Adesso ci riprovo. Non rileggerò il libro di Carr, non credo che mi sarebbe utile e lo ricordo abbastanza bene - è passato solo un anno!
Mi ripeto invece mentalmente alcune nozioni importanti che ho imparato da Easy way:

1) Non c'è mai una sola sigaretta - se ne fumi una, ricomincerai a fumare;
2) Il fumo non rilassa e non aiuta la concentrazione: il fumo è una droga e l'unico motivo per cui si fuma è quello di soddisfare la crisi di astinenza - per gli amanti della filosofia: non esistono ragioni per fumare, esiste solo una causa (un motivo, appunto) che induce a farlo e questo motivo è il bisogno fisico (e mentale) di nicotina.
3) Smettere di fumare, in un certo senso, è bello.

La tesi 3 è stata per me quella più difficile da accettare
- tanto che anche in questo post ho sentito il bisogno di aggiungere l'inciso "in un certo senso".
Certo è bello non avere dipendenze, essere liberi dalla schiavitù del fumo, non dover uscire al gelo per accendersi una sigaretta, non dover vagare di domenica sera alla disperata ricerca di un distributore automatico, ecc., ecc. Tuttavia, è innegabile che soddisfare la crisi di astinenza sia piacevole - lo è per ogni droga, lo è anche per il fumo.
Ed è anche per questa ragione che, come ha sottolineato anche Diego nel suo commento, la forza di volontà è comunque indispensabile.

Il metodo di Carr è alternativo a quei metodi che presuppongono che smettere di fumare sia un rinuncia faticosa, ma non certo a quelli fondati sulla forza di volontà: anche il sistema Easy way ne richiede parecchia di tale forza - se non altro perchè un lavaggio del cervello durato anni (tutti i messaggi più o meno espliciti che configurano il fumo come qualcosa di rilassante, piacevole, se non addirittura sovversivo) non può certo essere cancellato con la lettura - o la rilettura - di un unico libro - al riguardo mi aveva molto colpito il fatto che lo stesso Carr abbia smesso di fumare grazie all'ipnosi - un lavaggio del cervello inconscio per cancellarne un altro altrettanto subliminale!




E se non dovesse funzionare, ho appena scoperto che la Nintendo ha creato il videogioco: Allen Carr’s Easyway to Stop Smoking, che dovrebbe essere in vendita da novembre 2008.
Finché c'è vita...

mercoledì 15 agosto 2007

Carr, Easy way


Allen Carr, Easy way, 1985, trad. it., E' facile smettere di fumare, EWI, Milano.

La tesi centrale è tanto semplice quanto indiscutibile:
il fumo è una tossicodipendenza e l'unico motivo per cui si fuma è far cessare una crisi di astinenza.

Tutti gli altri presunti benefici effetti del fumo non sono che il prodotto di una campagna mediatica globale - quello che Carr giustamente denomina "il lavaggio del cervello" - che, ai giorni nostri, è tutt'altro che esaurita - fate caso a quante copertine di riviste sfoggiano divi fumanti.

Un esempio: come la maggior parte dei fumatori sono sempre stata convinta che fumare aiutasse la mia concentrazione e, ovviamente, non mi chiedevo per quale miracolo un vasocostrittore potesse rendere più arguti. E' semplice: per concentrarsi su un problema è essenziale non pensare a null'altro, ma il fumatore è un tossicodipendente, sicché pensa sempre a qualcos'altro, è sempre distratto dalla sua crisi di astinenza, almeno finché non l'appaga.
Il fumo aiuta sì a concentrarsi: ma nel senso che permette al fumatore di concentrarsi come un non fumatore.
E' chiaro però che se si spezza la catena, se si elimina totalmente la nicotina dal proprio organismo, allora ci non sarà più nessuna crisi di astinenza da appagare e, pertanto, non ci sarà più alcun bisogno di una sigaretta.

Una volta compreso che non ci sono ragioni per fumare, che l'unico motivo per cui si fuma è la crisi di astinenza, che una simile crisi nel caso della nicotina è piuttosto blanda, non resta che smettere di fumare. E, assicura Allen, sarà facilissimo.

Ma perchè allora ci sono tanti ex-fumatori che hanno smesso da mesi, se non da anni, e ancora smaniano per una sigaretta?
Secondo Carr, ciò è dovuto al fatto che queste persone hanno smesso attraverso uno dei tanti metodi fondati sulla forza di volontà, la cui principale controindicazione consiste nel far sì che smettere di fumare sia percepito come un sacrificio, una rinuncia.
Per contro, bisogna vederlo come la liberazione da una schiavitù ed essere felici di aver smesso.

Le argomentazioni di Carr sono convincenti e, infatti, in questo momento mi trovo nel bel mezzo di una crisi d'astinenza da nicotina: niente di grave, a dire la verità sto benissimo, mi sento solo un pò annebbiata, ho qualche leggerissimo brivido lungo la schiena, sento che mi manca qualcosa, che il mio corpo vuole fumare. Sarei tentata di dire che voglio una sigaretta, ma non ne sono così sicura: sono stanca di non riuscire a far nulla senza fumare, stanca di buttar via soldi solo per avvelenarmi.
Sono pigra e ho paura (principalmente ho paura che la voglia di fumare non mi passi mai, che questa crisi di astinenza diventi la mia condizione di vita naturale), ma, se Carr ha ragione tra qualche settimana capirò che posso vivere senza nicotina - e, ovviamente, sarebbe bellissimo

Vi saprò dire...

Vi dico: non sono riuscita a smettere di fumare - per una ragione molto semplice: ho acceso una sigaretta. Cosa non ha funzionato?
Non so, avevo sempre (anche a un mese di distanza) una terribile voglia di fumare e avvertivo addirittura delle alterazione di personalità causate dal mio desiderio insoddisfatto. Probabilmente il lavaggio del cervello, come lo chiama Carr, è stato troppo forte perchè un libro lo possa sovvertire. La forza di volontà serve, eccome.
Ma ci proverò ancora


Post scriptum del 18.07.08: ci riprovo. Da oggi smetto di nuovo di fumare

Carr, Easy way


Allen Carr, Easy way, 1985, trad. it., E' facile smettere di fumare, EWI, Milano.

La tesi centrale è tanto semplice quanto indiscutibile:
il fumo è una tossicodipendenza e l'unico motivo per cui si fuma è far cessare una crisi di astinenza.

Tutti gli altri presunti benefici effetti del fumo non sono che il prodotto di una campagna mediatica globale - quello che Carr giustamente denomina "il lavaggio del cervello" - che, ai giorni nostri, è tutt'altro che esaurita - fate caso a quante copertine di riviste sfoggiano divi fumanti.

Un esempio: come la maggior parte dei fumatori sono sempre stata convinta che fumare aiutasse la mia concentrazione e, ovviamente, non mi chiedevo per quale miracolo un vasocostrittore potesse rendere più arguti. E' semplice: per concentrarsi su un problema è essenziale non pensare a null'altro, ma il fumatore è un tossicodipendente, sicché pensa sempre a qualcos'altro, è sempre distratto dalla sua crisi di astinenza, almeno finché non l'appaga.
Il fumo aiuta sì a concentrarsi: ma nel senso che permette al fumatore di concentrarsi come un non fumatore.
E' chiaro però che se si spezza la catena, se si elimina totalmente la nicotina dal proprio organismo, allora ci non sarà più nessuna crisi di astinenza da appagare e, pertanto, non ci sarà più alcun bisogno di una sigaretta.

Una volta compreso che non ci sono ragioni per fumare, che l'unico motivo per cui si fuma è la crisi di astinenza, che una simile crisi nel caso della nicotina è piuttosto blanda, non resta che smettere di fumare. E, assicura Allen, sarà facilissimo.

Ma perchè allora ci sono tanti ex-fumatori che hanno smesso da mesi, se non da anni, e ancora smaniano per una sigaretta?
Secondo Carr, ciò è dovuto al fatto che queste persone hanno smesso attraverso uno dei tanti metodi fondati sulla forza di volontà, la cui principale controindicazione consiste nel far sì che smettere di fumare sia percepito come un sacrificio, una rinuncia.
Per contro, bisogna vederlo come la liberazione da una schiavitù ed essere felici di aver smesso.

Le argomentazioni di Carr sono convincenti e, infatti, in questo momento mi trovo nel bel mezzo di una crisi d'astinenza da nicotina: niente di grave, a dire la verità sto benissimo, mi sento solo un pò annebbiata, ho qualche leggerissimo brivido lungo la schiena, sento che mi manca qualcosa, che il mio corpo vuole fumare. Sarei tentata di dire che voglio una sigaretta, ma non ne sono così sicura: sono stanca di non riuscire a far nulla senza fumare, stanca di buttar via soldi solo per avvelenarmi.
Sono pigra e ho paura (principalmente ho paura che la voglia di fumare non mi passi mai, che questa crisi di astinenza diventi la mia condizione di vita naturale), ma, se Carr ha ragione tra qualche settimana capirò che posso vivere senza nicotina - e, ovviamente, sarebbe bellissimo

Vi saprò dire...

Vi dico: non sono riuscita a smettere di fumare - per una ragione molto semplice: ho acceso una sigaretta. Cosa non ha funzionato?
Non so, avevo sempre (anche a un mese di distanza) una terribile voglia di fumare e avvertivo addirittura delle alterazione di personalità causate dal mio desiderio insoddisfatto. Probabilmente il lavaggio del cervello, come lo chiama Carr, è stato troppo forte perchè un libro lo possa sovvertire. La forza di volontà serve, eccome.
Ma ci proverò ancora


Post scriptum del 18.07.08: ci riprovo. Da oggi smetto di nuovo di fumare